Matcha: quanto ne sapete davvero?

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Tre cose sul Matcha che forse non sapete.

YTBLOG_MATCHA_1700x1133px_P09Nella bevanda trend Matcha Latte, come ingrediente di ricette sane e creative, nei prodotti di bellezza o quale benefico complemento per un’alimentazione equilibrata: il tè Matcha è la più appassionante riscoperta del mondo degli infusi del XXI secolo.

Matcha significa «tè macinato» ed è una delle varietà di tè più pregiate. Viene ricavato dalle tenere punte delle foglie della pianta del tè verde Tencha, che dopo il raccolto vengono delicatamente trattate con vapore acqueo, essiccate e trasformate in polvere sottilissima con macine di granito.

Abbiamo raccolto per voi tre interessanti fatti sul Matcha.

 

 Un buon Matcha ha bisogno d’ombra

Oltre a uno speciale processo produttivo, il Matcha necessita anche di determinate condizioni per poter crescere. In aggiunta ad abbondante acqua pulita e terreno ricco, il tè Matcha ha bisogno soprattutto di una cosa: ombra. Prima del raccolto (da 6 a 8 settimane circa) gli arbusti del tè vengono pertanto coperti con reti o stuoie di bambù, in modo che la crescita prosegua “all’ombra”. Si evitano così i raggi diretti del sole, favorendo la concentrazione di determinati componenti come la teina, la clorofilla e la teanina, un amminoacido. Questo procedimento incide anche sul sapore particolarmente delicato e sull’affascinante colore verde smeraldo. Più il verde è brillante, più il tè è fresco.

Un aiuto per la meditazione

Sapevate che il Matcha è originario della Cina? In questo Paese il tè verde veniva finemente macinato dai monaci buddisti Chán per scopi medicinali fin dal VI secolo. La storia narra che, intorno al 1190 dopo Cristo, durante un viaggio di studio in Cina, l’influente abate giapponese Myoan Eisai scoprì il buddismo Zen e la tradizione di consumare Matcha, portandola con sé in patria.

Mentre in Cina il Matcha venne un po’ dimenticato, in Giappone il piacere del tè divenne invece sempre più popolare e si diffuse rapidamente tra i monaci che, conquistati dalle positive ripercussioni sul benessere, utilizzarono il tè come ausilio durante la meditazione prolungata. Per via del suo effetto energizzante, il Matcha veniva utilizzato dai monaci buddisti per aprire la mente. In questo modo potevano mantenere più a lungo lo stato meditativo e la concentrazione.

In seguito il Matcha divenne uno dei più importanti componenti della cerimonia del tè, molto nota ancora oggi.

Un energizzante naturale

Nei prodotti non fermentati come il Matcha, i tannini e i flavonoidi hanno una grande importanza e un effetto positivo sul naturale tenore di caffeina: a differenza di quella del tè nero o del caffè, la caffeina del Matcha è infatti legata ai tannini e si diffonde nel corpo in maniera delicata e lenta. L’effetto energizzante perdura quindi più a lungo.

Noi utilizziamo il Matcha nel nostro YOGI TEA® Tè Verde Matcha al Limone, con fruttata citronella e frizzante lime. In combinazione con altre erbe e spezie selezionate nasce una miscela unica e assolutamente da provare.